mercoledì, Dicembre 8, 2021

Raccontarsi agli altri, veramente.

Siamo storie.
Veniamo percepiti, giudicati e poi ricordati per come siamo capaci di raccontare chi siamo, cosa facciamo e quali valori ci motivano e ci guidano.

In una società come quella in cui viviamo, in cui l’omologazione troppo spesso è la regola, c’è necessità di recuperare una propria identità e un personale tratto distintivo.

Sentiamo la necessità di distinguerci, ma nel farlo facciamo un grande errore a cui, però, possiamo rimediare.
Pensiamo di doverci distinguere per i servizi che offriamo, pensiamo di doverci distinguere grazie alla nostra bravura, pensiamo di doverci distinguere inventando sempre qualcosa di nuovo.
In questo modo, però, siamo costretti a modificare in continuazione il modo in cui ci presentiamo agli altri.
In sostanza, nel tentativo di distinguerci, cadiamo nell’errore di essere ciò che gli altri vogliono e lasciamo da parte la nostra identità.

Il modo più semplice per distinguersi, in realtà, è mostrare ciò che noi siamo come persone e raccontare come il nostro essere persona, con le sue caratteristiche, determina il lavoro che abbiamo scelto di fare e il come lo facciamo.

Chi siamo, come e cosa pensiamo, quello in cui crediamo, sono le cose che ci rendono veramente unici.

La nostra vita professionale e personale, così la nostro modo di relazionarci con gli altri, sono espressione di ciò che noi siamo come persone, sono interpretazione di come vediamo la vita e di come giudichiamo e filtriamo gli eventi.
Le stesse esperienze che ci hanno formato e che sono il bagaglio della nostra vita, hanno senso rispetto a ciò che noi siamo come persone.
Nessuna esperienza ha un valore assoluto, ma ogni esperienza acquisisce forma e valore per come ha influenzato la vita di ognuno di noi. E i fattori che l’influenzano sono tanti, tutti diversi.
Gli anni universitari, i primi lavori, le sconfitte, i successi, sono tutte cose che sono li a formare il nostro modo di essere. Ma tutti abbiamo vissuto quei momenti, per il semplice fatto che sono passaggi obbligati del nostro viaggio. Ciò che li rende diversi è come hanno influito su quello che siamo oggi.
Così come quello che ci accade oggi, influenzerà quello che saremo domani.
Siamo noi, singolarmente, a trasformare un’esperienza in qualcosa di personale attribuendole un significato. Non il contrario.

Raccontare una singola esperienza, senza inserirla in un contesto più ampio di vita, le toglie forza e valore.

Così, poi, come possiamo declinare nel nostro agire i valori più importanti come la passione, il rispetto altrui, la dedizione, la competenza, la semplice curiosità, l’onesta (quante volte senti dire: “mi basta una stretta di mano”).
Un elenco di valori da fare invidia ad un Santo.
Poi però, quei valori devono entrare a far parte della Narrazione Personale. E il tema non è che devi dimostrare a qualcuno di avere passione, rispetto, competenza o quello che vuoi. Devi raccontare la tua idea di passione, la tua idea di dedizione, il tuo essere onesto. E tutto questo, lo trovi e puoi mostrarlo in ciò che fai e non in ciò che sei, o credi di essere.

Molte volte la nostra storia è finzione. Serve solo a raccontare quello che gli altri (crediamo) vogliono sentire.
E troppe volte questa finzione inganna anche noi, che poi vaghiamo alla ricerca di noi stessi, magari rimanendo delusi dal nostro lavoro, da come ci hanno trattato i clienti, dai risultati che non sono arrivati.

Siamo la nostra storia e dobbiamo saperla raccontare, sia alle persone, anzi direi al mondo con cui ci relazioniamo, ma soprattutto a noi stessi. Il Personal Branding è tutto qua.

Ciò che veramente ci distingue dagli altri è la nostra identità.

Possiamo essere bravissimi nel nostro lavoro, super competenti, ma le relazioni più forti, più proficue, più gratificanti, potremo averle solo con quelli che hanno trovato in noi un’unione di pensiero, quelli con cui riusciamo ad avere una sintonia legata ad un modo simile di vedere le cose e di cimentarsi nelle sfide che, ogni giorno, sono li a farti sentire vivo.
Allora vale la pensa di essere storie e vale la pena raccontarle.

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Il bello di un sogno nel cassetto è aprire il cassetto e realizzarlo. La comunicazione e il marketing, in momenti diversi, aiutano a rendere la propria idea di impresa qualcosa di reale e per cui, poi, vale la pena dedicare le proprie energie. Il mio lavoro è aiutare le imprese e i professionisti a raccontare la loro idea, il loro modo di lavorare, il loro modo di essere e, in questo modo, renderle uniche. Mi occupo di comunicazione da tanti anni.

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