lunedì, Agosto 15, 2022

Proteggere le parole

Quando sei affezionato a qualcosa devi trattarla con cura, e non è un dovere, ma una necessità. Fa parte di noi, va protetta.
A me capita con le parole.

Le parole mi piacciono, ci sono affezionato; ho le mie preferite, quelle importanti, e quelle che non voglio sentire o vedere neanche da lontano.
E le parole vanno protette. Coccolate e protette.

Dalle parole possiamo aspettarci molto, specialmente dalle parole giuste; ma non dobbiamo pretendere da loro che facciano qualcosa che non sono in grado di fare, perché vorrebbe dire trattarle male, togliere loro il potere di essere parte della nostra vita ed aiutarci.

Il fatto è che, troppo spesso, ci aspettiamo che tramite la parola, tutti possano comprendere cosa veramente vogliamo dire. La parola non può farlo, almeno finché è da sola. La parola ha bisogno di un aiuto importante, e se teniamo a lei, non possiamo dimenticarlo.

La parola ha bisogno, per funzionare, dell’ambito.

L’ambito è il contesto in cui la parola è inserita; è il motivo per cui la usiamo ed è quella cosa che aiuta la parola stessa a manifestare e rappresentare un comportamento.
Qui dobbiamo ricordarlo: è vero che non possiamo comunicare, ma questa cosa è vera perché noi non possiamo non-comportarci; il linguaggio è conseguenza dei comportamenti … e non il contrario.
Ci sono parole bellissime, che possono essere insignificanti.
Ci sono parole, come le iperbole, che possono rappresentare uno stato d’animo di grande euforia ed eccitazione, o risultare semplicemente sarcastiche.
E non facciamola facile: la comprensione di una parola non dipende da chi l’ascolta, ma dalla nostra capacità di dare vita alla parola.

Ci sono parole come: casa, viaggio, amore, paura, tristezza, festa, allegria, opportunità, insomma parola di uso comune, pensate ed utilizzate come se abbiano sempre lo stesso significato; usate senza averne cura. Il che le fa diventare qualcosa che non vale la pena ascoltare.
E ogni volta che una parola non viene ascoltata, le si fa un torto; e non è colpa della parola, ma di chi l’ha usata nel peggiore dei modi: da sola.

Ho smesso di pensare al fatto che ci sono parole più o meno efficaci.

Credo che tutte le parole assumono forza quando sono usate con il giusto ambito, quando ci si è impegnati a costruire intorno a loro una serie di elementi capaci di fare esprimere loro quell’unico significato che per noi è importante.

La comunicazione è strumento di relazione;

è il riconoscimento di singole identità che si rappresentano e scambiano parte di se stessi con gli altri. È una cosa importante, e non può essere lasciata alla casualità di una parola che non riesce a farsi comprendere, e accettare.
Sarà meglio tenerlo a mente.

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Il bello di un sogno nel cassetto è aprire il cassetto e realizzarlo. La comunicazione e il marketing, in momenti diversi, aiutano a rendere la propria idea di impresa qualcosa di reale e per cui, poi, vale la pena dedicare le proprie energie. Il mio lavoro è aiutare le imprese e i professionisti a raccontare la loro idea, il loro modo di lavorare, il loro modo di essere e, in questo modo, renderle uniche. Mi occupo di comunicazione da tanti anni.

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