mercoledì, Giugno 29, 2022

Storie di Solitudine

Ci sono mille modi di sentirsi soli, e lasciamo stare il tema che a volte stare soli è una scelta; perché non è una scelta, ma una scusa, e una fuga.
E sarà meglio aggiungere che la questione non è se e come stiamo in mezzo alla gente, ma la questione è tutta legata alla relazione che abbiamo con le persone.

Se perdiamo il piacere della relazioni, rimaniamo soli anche se siamo in uno stadio (fate voi quale) durante la finale di coppa dei campioni con migliaia di tifosi.

Io di persone sole ne conosco diverse, e anche io, capita, soffro un po’ di solitudine. Ciò che mi aiuta è che mi interrogo sulle questioni e quando arriva la riconosco; e in questo modo faccio cose per rimandarla indietro. So che non posso eliminarla perché è innata, credo sia una difesa estrema della nostra mente, ma almeno gestito (per così dire) i sintomi. E quando lo faccio, mi dico: “wow, in fondo è semplice da fare…

La solitudine è paura, e questo ci rende delle brutte persone: ci rende egoisti, egocentrici, anche permalosi se qualcuno prova a portarci fuori dal nostro mondo.
Ma questo non vuol dire che siamo delle brutte persone, vuol dire che la Solitudine difende se stessa e tiene lontani gli altri.
Insomma le permettiamo di essere delle brutte persone.
Che insomma, non è il massimo.

Soprattutto ci rende ciechi e sordi, e forse questa è la cosa più grave.
Accade, così, che diventiamo ciechi ad un sorriso, sordi al racconto di chi vuole condividere con noi la sua giornata, ciechi di fronte alle mille cose che possiamo fare, e sordi ad una parola d’affetto.

Sapete, mentre scrivo sto ascoltando un brano da pelle d’oca: “Last Train Home” di Pat Metheny, ce ne sono tante versioni, anche live, se vi capita, dedicatevi un momento.

Ecco, a proposito di momenti, la solitudine nasconde ai nostri occhi tutti i momenti possibili, tutto quello che possiamo essere, fare, vivere, tutto nascosto alla vista.

E la cosa terribile è che lo fa in maniera subdola. Già, quello che fa è farti sentire la responsabilità di una singola cosa, e cancella tutto il resto. E per lei è semplice, perché il trucco è prendere una cosa che è importante e farti credere che la tua vita è tutta in quella singola cosa. Ci caschiamo tutti, perché in fondo tutti noi facciamo cose importanti, tutti abbiamo cose a cui teniamo, e qui lei ti frega, perché ti fa credere che quella è l’unica cosa al mondo e che tu sei l’unica cosa al mondo.

Ma la solitudine ha un punto debole che possiamo usare, e che ci permette, addirittura, di essere più subdoli di lei.
Il suo punto debole è il suo maggior alleato, ed è la nostra mente, i nostri pensieri coscienti.
Già la solitudine usa la nostra abilità nel rendere logiche le nostre scelte: troviamo sempre il modo per dargli senso. Poi la solitudine, che è paura, ci aggiunge l’aggressività così che nulla e nessuno può intralciare il nostri pensieri e il nostro fare.

A meno che…
A meno che la nostra mente non diventi il nostro alleato. Perché noi possiamo molte cose: essere un po’ incoscienti e dire, a noi stessi, oggi faccio cose che non c’entrano nulla con la mia responsabilità; oggi ascolto gli altri, le loro storie, oggi smetto di essere il centro del mondo e mi godo la vita degli altri, oggi comincio a pensare che non sono io, ma che siamo noi.

Lo dicevo prima, anche io, capita, vengo sfidato dalla solitudine, eppure è sufficiente chiamare un amico, chiedergli “come stai” e ascoltare la sua storia. Perché il punto è questo, possiamo essere la nostra storia e possiamo essere le storie degli altri e qualche altra riflessione su fatto di essere storie l’abbiamo fatta qui.
Possiamo è una parola importante: perché possiamo decidete di provare un affetto e godercelo insieme alla persona che lo alimenta, possiamo fare anche una singola cosa che fa piacere agli altri e lasciarla scorrerla senza giudicarla.
E infine, ricordiamoci che la solitudine, come tutte le cose che la nostra mente produce, non sono altre cose rispetto a noi. Siamo sempre e inevitabilmente noi. La mente è una, ed è nostra.

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Il bello di un sogno nel cassetto è aprire il cassetto e realizzarlo. La comunicazione e il marketing, in momenti diversi, aiutano a rendere la propria idea di impresa qualcosa di reale e per cui, poi, vale la pena dedicare le proprie energie. Il mio lavoro è aiutare le imprese e i professionisti a raccontare la loro idea, il loro modo di lavorare, il loro modo di essere e, in questo modo, renderle uniche. Mi occupo di comunicazione da tanti anni.

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